sabato, ottobre 25, 2008
E' tempo di passare ad una nuova piattaforma di blogging. Splinder è in pratica rimasto uguale a se stesso per 5 anni senza effettiva evoluzione e ha gli stessi difetti di quando ho iniziato. A chi va, può provare ad usare il link sotto. Grazie.

We are moving! Please follow the link below to reach the new blog site. Thanks.

引越しのお知らせ。新しいサイトで更新を続けようと思います。申し訳ございません。よろしければこちらへおこしくださいませ。


http://t0k1d0k1.blogspot.com/
postato da: tokidoki alle ore 21:06 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, ottobre 17, 2008
Il signor Masahiko Fujiwara, matematico riconvertito alla critica sociale, ha scritto un libro quasi un panphlet intitolato "Dignity of a Nation" (国家の品格) che è stato un best-seller in Giappone. Qui si riporta l'intervista del Financial Times all'autore, ma prima sarebbe il caso di leggere la critica di Marxy, più sintetica, qui.

La cosa che sorprende non è tanto il fatto che qualcuno continui a riproporre stantie teorie di Nihonjinron in salsa moderna, quanto il fatto che in Giappone ancora così tante persone sentano il bisogno di seguirle (due milioni di copie vendute).
Il libro è interessante quindi non tanto per le sue fantasiose teorie, quanto per comprendere cosa si agita veramente nel cuore dei giapponesi, va letto al negativo facendo proprie le parole di quel proverbio cinese che recita: "Gli errori di un uomo si conformano al suo tipo di mente, osserva i suoi errori e potrai comprendere le sue virtù".
postato da: tokidoki alle ore 11:41 | Permalink | commenti
categoria:giappone, japanese culture
domenica, ottobre 12, 2008
Oggi, leggendo una rivista, ho trovato questa poesia tratta dall'Ogura hyakunin isshu, collezione di poesie dal VII al XIII secolo che mi sembra adatta alla stagione.

おく山に紅葉
ふみわけ
なく鹿の
こゑきくときぞ
秋はかなしき


Che posso provare così a tradurre:
"Nei recessi delle montagne
si fanno strada tra le foglie rosse
i versi lamentosi dei cervi.
Quando sento i loro pianti
-Ah com'è triste l'autunno- penso."
postato da: tokidoki alle ore 23:07 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, ottobre 10, 2008
Se a Ovest si piange, a Est certo non si balla...O meglio, si balla e anche parecchio.
Se la politica è lo specchio, nel bene e nel male, dei popoli, allora questo blog è davvero da tenere d'occhio per un appassionato del Giappone. Questo il post interessante di oggi 10 ottobre.

"Yamato Life Insurance First Casualty of Market Collapse"

Brutto risveglio per chi sognava il Bengodi in salsa di soia...
Risparmiatori di tutti i paesi unitevi!
postato da: tokidoki alle ore 14:42 | Permalink | commenti
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venerdì, settembre 19, 2008
Questo post ha più significati/valori. Da un lato vorrei ricordare Mr. Richard Wright e in qualche modo ringraziarlo per aver riempito di suono gli anni che ora sono nei miei ricordi, da un altro mi preme iniziare un discorso sui nippofili bloggofili in rete; discorso alquanto trascurato a mio avviso.

Mi sembra che la passione linguistica (e non) per il Giappone generi negli aficionados aspetti originali e talvolta radicali. Non conosco il motivo ma ho l'impressione che tutti i giudizi su questo o quell'altro aspetto siano senza mezze misure, unilaterali e conditi di poco senso critico. Sia il motivo l'innata caratteristica giapponese di riuscire a tenere tutto nascosto barricandosi dietro palizzate di 内 al di fuori della quali lasciare il nostro 外, sia il motivo la mai morta caratteristica italiana a considerare tutto ciò che viene da fuori come endemicamente migliore, ma nelle descrizioni e considerazioni su aspetti anche minimi gli aggettivi sono sempre superlativi, poco ponderati.
Il tono di tutto mi sembra sempre inevitabilmente infantile e zuccheroso come sembrano esserlo i fan di manga e di anime persi nei loro sogni di carta illustrata, parziale con poco valore come lo è sprecare tempo nell'esaltare le tavolette autopulenti riscaldate dei water (e ne ho visti non pochi di post così).
Insomma dietro una apparente apertura c'è forse un "noi"-centrismo insinuante che esalta le differenze con "loro": il Giappone è sempre il nostro eterno parco giochi, perennemente lindo Disneyworld con Topolino kawaii dagli occhi a mandorla.

Se "criticare" vuol dire giudicare allora è una critica, e quindi un giudizio, che è quasi sempre assente; è come se le caterve di nippo-bloggofili fossero ancora nient'altro che bambini troppo cresciuti che continuamente assistono ad occhi aperti, come nella marcia assillante di Paprika, al loro personale manga materializzatosi. Come se guardando le italiche brutture di Alitalia-"Gomorra"-recessione avessimo bisogno di poter ancora sperare che un posto apparentemente "pulito" esista, che biglietti (e in questo caso biglietti aerei) per il nostro Gardaland oltreoceano siano sempre a disposizione. Senza andare tanto a sottilizzare su Yasukuni-Nankino-"uno dei tassi più alti di suicidi tra nazioni industrializzate"-地下鉄サリン事件-yakuza nipponici e che dopotutto "ognuno ha i suoi problemi".

Eppure non sarebbe intellettualmente più onesto cercare anche i lati oscuri di questa nazione? Come magnificamente epresso dallo juventino Mughini a proposito dell'affaire Moggi: "Se ami davvero una donna, continui a stare con lei anche dopo aver scoperto che è una troia". Troppo facile starci assieme altrimenti.

Forse chi studia tedesco tende a diventare filo-tedesco e lo stesso chi studia francese, più "realista del Re" in qualche modo. Tende cioè a fare proprie le nazionali idiosincrasie e comportamenti cronicizzati. Sono l'unico a essersi scoperto, forse ancora in tempo, vagamente anti-cinese e anti-coreano di riflesso, ad arrivare ad amare il natto (io che storco il naso per la trippa) ed emozionarsi per delle foglie rosse o petali di ciliegio, purché siano nipponiche?

Eppure sotto sotto sappiamo che un posto del genere in realtà non esiste se non nei nostri intimi desideri o, mettendo la questione al positivo, che qualsiasi posto può diventare un parco giochi del genere.
Ma cosa è la passione se non l'umana inclinazione a porre il cuore oltre il ragionamento e quindi non c'è da meravigliarsi né scandalizzarsi: forse è un bene avere dentro di sé un posto così.
Ci sono quindi ancora storie delle quali commuoversi.
Forse perché chi ha passione è dopotutto nient'altro che un uomo che cerca di sperare più fortemente di quanto ragioni.
postato da: tokidoki alle ore 17:51 | Permalink | commenti (16)
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martedì, luglio 22, 2008
sr...puoi capitare di essere su last.fm e di stare ascoltando un canale di "Artisti simili ad Arvo Part". E poi senza preavviso arriva "Violin Phase" di Steve Reich. Questo scatena una successione di ricordi che può contribuire a salvarvi la giornata, se non tutta almeno l'ultima e più difficile parte di essa.
O, perlomeno, a farvi arrivare alle 19 senza danni tangibili...
postato da: tokidoki alle ore 17:36 | Permalink | commenti
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martedì, luglio 15, 2008
Per quanto mi scervelli non riesco a trovare niente da dire... in questi casi si ricorre alle citazioni:

"Well, Art is Art, isn't it? Still, on the other hand, water is water. And east is east and west is west and if you take cranberries and stew them like applesauce they taste much more like prunes than rhubarb does. Now you tell me what you know."

e inoltre:

"The secret of life is honesty and fair dealing. If you can fake that, you've got it made."

l'ha detto Marx, G. Marx.
postato da: tokidoki alle ore 17:48 | Permalink | commenti
categoria:off topic
lunedì, luglio 07, 2008
Per un motivo ancora a me ignoto i giapponesi hanno una vera ossessione per le quattro stagioni. Come conferma questa indagine sul perché è bello stare in Giappone o essere giapponesi.

Interessante la #14: "essere vaghi", considerata da questa parte del mondo una caratteristica della quale non vantarsi troppo, diventa un pregio 8 ore di fuso orario più in là.

Sulla stessa scia, questa che, reiterando al #2 posto la faccenda delle stagioni, mette al #9 posto "parlare giapponese" (leggasi "è bello essere giapponesi perché così si sa parlare giapponese") in una sconcertante situazione da "prima l'uovo o la gallina". Certo dal punto di vista di uno studente straniero di giapponese avrebbe senso, ma per un nativo?

Tuttavia non è infrequente sentire giapponesi che gustando qualche piatto tipico prelibato o emergendo dall'acqua calda di un onsen, non potendo trattenere la soddisfazione esclamino "Che fortuna nascere giapponesi!". Evidentemente un tale sentimento è così forte da riuscire a rompere per un attimo la loro tradizionale umile discrezione.
postato da: tokidoki alle ore 18:44 | Permalink | commenti (9)
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venerdì, giugno 20, 2008
日前イタリア村上春樹の「アンダグラウンド」と「約束場所で」を読んます。周知ように、320東京地下鉄カルト新興宗教団体オウム真理教化学兵器使って無差別テロ事件起こした。その事件を指して、「地下鉄サリン事件」と言う言葉もよく使わます。
使用れた神経ガスサリン散布乗客駅員が12死亡重軽傷負って、日本社会に大きな衝撃与えた。
読みながいろいろこと考えた。生存読ん感動た。人生滅びやすいものだとわかるようなりた。
あの「Dies irae」の日本住んいた皆様たり、考えたか思い出しますか。そとも、思い出が「」のよう消えしまいたか。
postato da: tokidoki alle ore 14:55 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, maggio 29, 2008
Questo articolo sarà certamente un po' ironico e polemico, ma chissà che non ci sia del vero. Per certi versi la tanto temuta mamma giapponese somiglia tanto alla temutissima mamma italiana (specialmente se meridionale). O forse non è simile alla yiddish-mame di cui parla Moni Ovadia in uno dei suoi spettacoli? Quella della battuta:
-Che differenza c'è tra una yiddish mame e un avvoltoio?
-Nessuna! Tutte e due ti strappano il cuore.
-...sì, ma almeno l'avvoltoio ha più pietà, aspetta che prima tu sia morto!

Ma, probabilmente anche in Giappone le mamme stanno cambiano, no?
postato da: tokidoki alle ore 12:38 | Permalink | commenti (8)
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