venerdì, maggio 02, 2008
Trattasi di un esperimento.
Leggete questo pezzo, preso da una rivista e cercate di capire di che nazione si tratta. Ho modificato i nomi reali dei personaggi altrimenti era troppo facile.

"Le amministrazioni locali in "Fredonia" fanno largo uso dei fondi pubblici nazionali per realizzare infrastrutture la cui utilità è limitata al territorio dove sorgono. I cittadini si lamentano, ma i governatori e i parlamentari non intendono rinunciare a questi soldi. Molti di questi progetti, infatti, sono legati alla carriera politica di alcuni ministri.

Un esempio è la strada sullo stretto di Laggiù, prevista per affrontare l'aumento del traffico a Diquà, il collegio dov'era stato eletto l'ex premier. Il progetto era stato presentato durante la campagna elettorale di Verde, è stato messo in cantiere con soldi pubblici, ma la costruzione della strada è stata sospesa quando Verde ha perso il posto. Anche l'ex ministro degli esteri Bianco punta sulle infrastrutture locali. Bianco spera di sconfiggere il premier Rosso alle elezioni del 2009. E ha già fatto sapere di voler realizzare un "secondo ponte di Laggiù" finanziato al 90 per cento con fondi pubblici, dove è stato eletto.

"Questo ponte sarà un'importante arteria economica", sostiene entusiasta il sindaco della città. Chissà se le vicende politiche permetteranno al progetto di decollare o se i fredoniani ricorderanno solo il nome di un nuovo spreco edilizio: il "Ponte di Bianco".

Dov'è Fredonia?
postato da: tokidoki alle ore 17:07 | Permalink | commenti
categoria:off topic
mercoledì, aprile 23, 2008
Questo è un aggiornamento del post precedente sul "subpixel rendering", qui.
Avevo letto un po' velocemente l'articolo che riferisco nel post, come spesso mi capita, e non avevo colto una cosa importante: Windows ha già un metodo per fare il "subpixel rendering" e quindi migliorare la visualizzazione dei font, si tratta di Clear Type.
Ma allora perché i font giapponesi su XP danno il voltastomaco? Semplice: Bill & Co hanno deciso di non applicare il metodo sui font giapponesi (non so se anche altri font asiatici abbiano lo stesso problema) e hanno messo un piccolissimo bit a 1 invece di 0 (o viceversa) dentro la descrizione dei font MS Gothic e Mincho.
Risultato: Clear Type non è applicato sui font giapponesi che si vedono frastagliati e confusi. Proprio dove più servirebbe. Dobbiamo sorprenderci?

Ora è fuori dalla mia immaginazione il motivo, ma se Bill e miliardario e io no ci deve pur essere una ragione. Forse ha ragione lui. O forse è così furbo da riuscire a vendere per oro semplice stagno.
In ogni caso è un genio.
Però i font giapponesi che vedo nelle pagine web continuano a darmi il voltastomaco.

Qui ci sono un paio di soluzioni a costo zero: seguite il link "Lovely XP" e poi 文字を美しく表示させる.
La cosa più semplice è procurarsi il font Meiryo di Vista nel quale il famoso bit è settato nel modo corretto (se avete pagato Vista, almeno a qualcosa è servito) e usare quelli (ad esempio settando in Firefox etc. il font preferito per la lingua giapponese).
Ci sono cose un po' più pericolose, come prendere i font MS Gothic e Mincho, decompilarli, modificarli e settare il famoso bit.
Oppure, per i più spericolati, usare un motore di rendering diverso come gdi++ (fate un po' di googling e troverete un po' di informazioni, oppure qui).
Io sono per ora sulla soluzione più semplice e non è male.
Alla faccia di Bill & Co.
postato da: tokidoki alle ore 18:30 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, aprile 21, 2008
La persona che incautamente mi chiedesse "Ma come sono i giapponesi?" mi vedrebbe come prima cosa prendere fiato come per iniziare una lunga e dettagliata trattazione ma alla fine mi sentirebbe solo rispondere con uno sconsolato: "Boh!".

Il fatto è che il metro di giudizio cambia con la longitudine e anche in base al tipo di giapponesi che si conoscono. Quindi il mio giudizio è in qualche misura soggetto a qualche limitazione. Ma ancora più è limitato dal tipo di conoscenze che ho avuto la (s)fortuna di fare.
Ma supponiamo che io giudichi secondo un metodo euro-centrico, prendendo il meridiano di riferimento culturale nel quale sono cresciuto.

Allora direi che certamente, a parte rare ma fortunate eccezioni, sono ambigui, freddi, scostanti, distanti, talvolta falsi e in qualche caso moderatamente opportunisti. Manifestano sì ineffabile gentilezza, ma è una gentilezza di forma dietro la quale si cela uno sconsolante vuoto di affetto. Ti apostrofano sì usando elaborate forme onorifiche ma sono solo forme grammaticali imposte dalla lingua che ben presto rivelano di non avere reali emozioni dietro. Molti sembrano non avere un senso critico né una vera opinione su argomenti che non siano futili. Pronti a difendere in modo acritico il paese natio, esattamente come noi nei loro riguardi sono pieni di luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, aiutati anche dal fatto che noi adeguatamente e costantemente sappiamo come alimentare questi luoghi comuni.
Questo è lo stereotipo del "sono strani", perché diversi.

Ma se dovessi spostare il mio meridiano di riferimento dalle parti di quell'isola che placidamente nuota nel Pacifico allora direi che in qualche modo sono un modello della condizione umana: impauriti da un mondo che non è più lo stesso, svuotati di contenuti che non siano omologati in un sistema che impone miriadi di regole e responsabilità in ogni aspetto della vita sociale e affettiva, chiusi ovvero intrappolati in piccole isole personali dalle quali è quasi impossibile tentare di fuggire, come fossero ostaggio di loro stessi. Pacificamente disperati, costantemente sull'orlo di un baratro, in attesa spasmodica di una possibile via di fuga da tutto.
In pratica potrei rispondere:  "Come noi."
"Ma con gli occhi a mandorla."

Forse potrei dire che... "Dopotutto non hanno un vero cuore, ma sanno soffrire molto per questo, in silenzio".
postato da: tokidoki alle ore 17:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:giappone, japanese culture
martedì, aprile 01, 2008
Ancora un interessante articolo su Japan Focus che parla del tipo di sistema socio-economico che i giapponesi desidererebbero ora. L'articolo, parecchio dettagliato, prende le mosse dai due contraddittori risultati elettorali del 2005 e del 2007 con le vittorie schiaccianti del LPD (Liberal Democratic Party, Jiyu Minshuto, abbreviato in Jiminto) di stampo conservatore e del DPJ (Democratic Party of Japan, Minshuto) di stampo liberal-socialista.
I desideri dei giapponesi in termini di welfare, con una popolazione che invecchia sempre di più e scarse aperture all'orizzonte sul fronte immigrazione (quando non si parla addirittura di chiusura, come con il recente giro di vite alle frontiere mascherato da urgente provvedimento antiterrorismo) si discostano sempre più dal modello tradizionale di "un posto per tutta la vita" per orientarsi verso il più moderno modello nordeuropeo, ad esempio scandinavo. Anche un paese nel quale, gattopardescamente, tutto sembra cambiare affinché niente cambi prima o poi i nodi devono venire al pettine.
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mercoledì, marzo 19, 2008
s-ieL'annosa polemica tra Mac e Win trova un'altra fonte di zizzania. Gli utenti Win dicono che i font su IE si vedono meglio che su Safari, mentre gli utenti Mac dicono che non si possono vedere font migliori che su Safari. Da quando Safari è disponibile anche su Windows è facile fare il confronto. A prima vista i font latini su Safari sembrano un po' sfocati e quelli su IE un po' più definiti.
La differenza la fa il metodo di rendering dei font nei due sistemi, completamente diverso.
Ma a noi non interessano tanto i font latini, quanto quelli asiatici e in particolare quelli giapponesi. Dall'immagine si vede la netta superiorità del motore di rendering dei font giapponesi su Safari. Il metodo detto del "sub-pixel rendering" funziona, come si vede, meglio sui complessi font dei kanji e dove IE  non sa fare altro che mostrare uno scarabocchio (come nel 図 di sopra), Safari riesce e disegnare e rendere visibili anche i due piccoli tratti verticali.

Guardare una pagina web in giapponese su Safari è come levarsi dagli occhi il velo di Maya: improvvisamente tutto sembra chiaro e vivido, i caratteri pulsano e sembrano quasi dotati di una loro vita...
Spiegazione tecnica qui.
Safari della Apple, qui.
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categoria:japanese tools, kanji brain tools
lunedì, marzo 17, 2008
typo10A prima vista sembra proprio 在 (ざい、zai) di 存在, "esistenza". Ma se si guarda bene vi si può leggere una ナ, una イ e una キ. Quindi NA-I-KI...
PingMag è un bel sito di design in giapponese e inglese e il gioco di katakana e kanji per il logo della Nike è dei creativi Tetsuya Tsukada e Hidechika. Un bell'articolo che descrive il loro lavoro è qui. Design basato sullo scardinamento trans-lingustico e ricomposizione ludica di alfabeti e significati. Si veda, ad esempio, la sequenza fotografica Fish - サしみ - 魚 - "pesce stilizzato".
La lingua giapponese è così ricca di livelli che è possibile mischiarli anche in modo incongruo per ottenere concetti ancora una volta originali.
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categoria:giappone
venerdì, marzo 14, 2008
:-(
fu
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categoria:off topic
martedì, marzo 11, 2008
exupery_quote
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lunedì, marzo 10, 2008
gphoto03... che posso dire?
Boh, semplicemente Kahimi Karie (カヒミ・カリィ) mi piace.
Sembra canti sempre come Marilyn Monroe in "I wanna kissed by you".
Restando in argomento musica, l'ho scoperta tramite scrobbling su Lastfm.
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lunedì, febbraio 11, 2008
"The difference between 'involvement' and 'commitment' is like an eggs-and-ham breakfast: the chicken was 'involved' - the pig was 'committed'."
[Unknown]
postato da: tokidoki alle ore 13:58 | Permalink | commenti (1)
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